Se tu sei un figlio di Dio, nonostante l’opera di Dio in te, tu continui a peccare.
Certamente, c’è una differenza fra camminare nel peccato, e cadere nel peccato. Camminare è quando hai un peccato e non vuoi lasciare quel peccato. Ti giustifichi, lo ignori e non vuoi lasciarlo.
1 Giovanni 2:4 dice: “Chi dice: "Io l’ho conosciuto," e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui.”
Ma anche un vero credente cade nel peccato, chi di più, chi di meno. La santificazione è crescere per arrivare al punto di cadere sempre meno nel peccato, perché quando confessiamo veramente il peccato, Dio non solo ci perdona ma ci purifica.
Se continuiamo a cadere nel peccato, vuol dire che ci sono peccati di fondo che non stiamo confessando.
È come l’uomo che ruba e grida al Signore perché non vuole più rubare, ma non confessa mai il peccato di cercare la soddisfazione nelle ricchezze. Confessa che ruba, ma non confessa l’idolatria di amare le cose materiali.
Se smette di rubare ed inizia a fare due lavori per avere più soldi, ma trascura la famiglia e la chiesa, ha lo stesso peccato. Non ruba ma c’è ancora l’idolatria di cercare la soddisfazione nella ricchezza.
Quindi, quando continuiamo a cadere nello stesso peccato, di solito è perché c’è qualcosa che non stiamo confessando.
La santificazione avviene grazie a Dio che ci perdona e ci purifica. Magari, all’inizio della salvezza riconosciamo i peccati basilari. Poi, man mano Dio ci santifica e, per la Sua grazia, non commettiamo i peccati di una volta, e riconosciamo i peccati di carattere più radicati nel cuore.
Quando un credente cade nel peccato, lo Spirito Santo gli fa vedere il suo peccato. Non vuol dire che il credente riconosce sempre il peccato, perché a volte non vuole riconoscerlo. Ma lo Spirito Santo glieli fa vedere in tanti modi.
1) Tramite la lettura della Bibbia, o un sermone o lo studio
A volte, lo Spirito Santo fa vedere il peccato in modo diretto tramite la Parola di Dio. Può essere tramite la lettura personale della Parola o tramite un insegnamento, come un sermone o uno studio.
La Parola di Dio è una spada. È veramente una lampada sul nostro sentiero e una luce ai nostri piedi. Se leggiamo la Parola e se abbiamo insegnamenti fedeli alla Parola, Dio ci parlerà molto e anche spesso tramite la Parola.
È importante non leggere la Parola di Dio solo per avere una conoscenza intellettuale, ma molto di più, per vedere e conoscere Dio, e per riconoscere i peccati nella nostra vita.
Un frutto dell'avere più conoscenza di Dio è quello di vedere più del nostro peccato, perché se vedo la santità di Dio i miei peccati vengono messi in rilievo. Se non sto vedendo i miei peccati, ho soltanto una conoscenza intellettuale della Bibbia. Magari riusciamo a fare condivisioni in chiesa che sono dottrinalmente precise, ma che non colpiscono il nostro cuore. Le verità dovrebbero colpirci, e se ci colpiscono, vedremo tanti peccati.
Quindi, Dio ci fa vedere i nostri peccati tramite la Bibbia.
2) Tramite la coscienza
Un secondo modo per mezzo del quale lo Spirito Santo ci parla è tramite la nostra coscienza. Dio ha dato a tutti una coscienza. Ha dato una coscienza anche ai non-credenti. La coscienza non è perfetta e non ci fa vedere tutto, ma può essere un grande aiuto.
Ci sono tanti versetti che parlano della coscienza:
“Paolo, fissati gli occhi sul sinedrio, disse: "Fratelli, fino a questo giorno, io mi sono comportato davanti a Dio in perfetta buona coscienza".” (Atti 23:1 LND)
Quando Paolo ha peccato, ha subito confessato il suo peccato. Quindi, la sua coscienza era pulita perché quando cadeva, confessava.
“Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta.” (1Timoteo 1:5 LND)
Il vero amore viene da un cuore puro. Un cuore puro è un cuore che non serba il peccato. Una persona con un cuore puro è una persona che, quando cade, confessa il peccato. Ci sono peccati visibili come uccidere, rubare, odiare e l'adulterio, ma ci sono peccati carnali che sono molto meno visibili. Tristemente, ci sono peccati che vengono accettati tra i credenti perché non sembrano gravi.
Un esempio di un peccato carnale, ma meno visibile è la mancanza di visione. Mancanza di visione significa essere troppo presi con le cose di oggi, con me stesso, i miei figli, la mia chiesa, piuttosto che pensare al futuro.. Diamo spazio alla carne non volendo il disturbo di fare, programmare o cambiare troppo per andare nella direzione giusta. È un peccato, ma non è visibile quanto quello di scattare con ira.
Ho parlato con un fratello in Cristo in questi giorni, chiedendogli di valutare se far parte del nostro comitato direttivo per il ministero. Gli ho spiegato che per valutare bene, doveva considerare non solo che ci incontreremo solo una volta all’anno come comitato, ma che per noi sarebbe il caso di sentirci ogni mese con una lunga telefonata. È un impegno che richiede del tempo e sapevo che quest'uomo è molto impegnato già come anziano di chiesa, con un lavoro in proprio, e poi, ha figli con grossi problemi di salute. Lui e la moglie hanno tre figli e aiutano tanto la figlia perché è quasi cieca.
Mi ha colpito la sua risposta: “Marco, non posso tener conto del tempo. Se qualcosa è da Dio, devo dedicarle del tempo.”
Lui non ha hobby e non ha tempo per altro. Questo è un esempio.
In 1 Timoteo 3 parla delle qualifiche degli anziani.
“8 Similmente i diaconi, siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti a molto vino, non avidi di illeciti guadagni, 9 e ritengano il mistero della fede in una coscienza pura.” (1Timoteo 3:8-9 LND)
Non significa che non cadiamo mai, ma quando cadiamo confessiamo i nostri peccati subito e completamente, senza scuse.
“Pregate per noi, perché crediamo di avere una buona coscienza, desiderando di comportarci rettamente in ogni cosa.” (Ebrei 13:18 LND)
Quanto è importante comportarci rettamente in ogni cosa per avere una buona coscienza.
“15 anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore, 16 avendo una buona coscienza affinché, quando vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo.” (1Pietro 3:15-16 LND)
Se camminiamo in modo da avere una buona coscienza, qualunque accusa gettata contro di noi cadrà. Se confessiamo subito i nostri peccati, anche ai non-credenti con cui abbiamo a che fare nella nostra vita, non avranno motivi per accusarci.
Dio ci ha dato una coscienza per aiutarci a vedere il nostro peccato. La coscienza non è sufficiente da sola perché non sempre vediamo tutti i nostri peccati e possiamo far addormentare la nostra coscienza. Però, quando la tua coscienza ti parla, ascoltala. Non andare contro la coscienza. Non andare avanti in qualcosa se la tua coscienza ti avverte che potrebbe essere un peccato.
3) Tramite gli altri
Il terzo modo in cui lo Spirito Santo ci parla, è tramite gli altri. Lo Spirito Santo ci parla anche tramite altre persone. La Bibbia parla molto di questo.
“Ora, fratelli miei, io stesso sono persuaso a vostro riguardo, che anche voi siete pieni di bontà, ripieni d’ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi gli uni gli altri.” (Romani 15:14 LND)
Questi credenti camminavano bene, quindi erano capaci ad ammonire gli uni gli altri. Il piano di Dio è che aiutiamo gli uni gli altri a vedere il peccato.
“La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore.” (Colossesi 3:16 LND)
Riempiti con le verità di Dio possiamo esortare gli uni gli altri. Abbiamo bisogno gli uni degli altri.
“Ora, fratelli, vi esortiamo ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli e ad essere pazienti verso tutti.” (1Tessalonicesi 5:14 LND)
Cosa vuol dire “ammonire i disordinati”? I disordinati sono quelli che non camminano secondo la Parola di Dio. Dio ci dà ordini chiari su come vivere. Questi comandamenti e ordini includono non solo non rubare, non uccidere e non mentire. Includono anche esortazioni come: “mariti, amate le vostre mogli come Cristo ama la chiesa” e “mogli, siate sottomesse ai vostri mariti” e “genitori, allevate i vostri figli nell’ammonizione e nella disciplina del Signore”.
Quindi, abbiamo bisogno di ammonire i disordinati. Una persona che ignora certi comandamenti non per un'aperta ribellione, ma perché è presa da altre cose e non ci pensa, è disordinata. Essere disordinato non vuol dire necessariamente essere in ribellione contro Dio, ma vuol dire non camminare in modo ordinato secondo quello che Dio ci insegna.
“24 E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere, 25 non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno.” (Ebrei 10:24-25 LND)
Abbiamo bisogno di incitarci ad amore ed alle buone opere. “Incitare” significa stimolare una persona (o un animale) a fare qualcosa. Quindi, con le parole, con l’esempio, o con le azioni tu spingi quella persona all’azione. È come prendere un bastone appuntito e colpire da dietro affinché quella persona si metta in movimento.
Abbiamo bisogno nella vita di essere gli uni per gli altri per poterci esortare a vicenda.
Quindi, lo Spirito Santo ci parla molto tramite la Parola, la coscienza e spesso tramite gli altri.
Però, non sempre vogliamo ascoltare.
È facile non ascoltare la Parola, perché magari leggo qualcosa che parla del mio peccato ma io non lo vedo. Oppure sento un sermone e dico: “io conosco gente che fa quella cosa!” e non guardo a me stesso. Eppure posso dire che il pastore sbaglia in quello che dice.
Posso anche far tacere la coscienza al punto che non mi affligge più, ma posso far tacere gli altri? Gli altri che vengono per parlarmi in modo chiaro del mio peccato? È facile far tacere altre persone?
I Proverbi descrivono due modi che ci sono per rispondere quando qualcuno ci parla del nostro peccato.
Ascoltate Proverbi 9:8
“Non riprendere lo schernitore, perché ti odierà; riprendi il saggio, ed egli ti amerà.” (Proverbi 9:8 LND)
Questo è potente. Se parli con lo schernitore del suo peccato, ti odierà. Tu pensi di non odiare, ma ti arrabbi? Ti agiti quando qualcuno ti parla del tuo peccato? Se lo dici o se lo pensi, come rispondi nel tuo cuore, quando qualcuno ti parla del male che c'è in te? Cerchi di scappare? Vai al contro-attacco? Ti agiti e fai la povera vittima: “mi vede sempre male!” Cosa pensi quando qualcuno ti parla del tuo peccato? Ricevere riprensioni non è mai piacevole, ma il saggio ama chi lo riprende.
Allora, visto che è doloroso essere ripresi per il proprio peccato, perché il saggio ama chi lo riprende? Perché vuole più di Cristo e perciò quando qualcuno gli parla del suo peccato, lui dice: “Signore, grazie! Non avevo visto questo peccato. Ancora una volta mi hai mostrato la Tua misericordia. Ero indurito e adesso vedo questo peccato. Questo vuol dire che ora posso abbandonarlo e avere più di Te.” Questo è un saggio che ama chi lo riprende perché lo porta più vicino a Dio.
Notate che Proverbi 19:25 dice:
“Percuoti lo schernitore e il semplice diventerà accorto; riprendi chi ha intendimento e acquisterà conoscenza.” (Proverbi 19:25 LND)
Il primo brano dei Proverbi ha detto di non riprendere lo schernitore perché ti odierà. Questo versetto dice di percuotere lo schernitore. Percuotere non significa parlare con dolcezza. Significa essere duri. Non vuol dire parlare con orgoglio o con cattiveria, ma è un parlare senza mezzi termini.
Questo proverbio dice di non abbandonare lo schernitore, ma di cercare di aiutarlo. Cerca di aiutarlo a vedere il suo peccato affinché possa diventare accorto. Può acquistare saggezza vedendo la sua stoltezza.
Tu hai vero intendimento? Tu sei un saggio? Tu ami la riprensione? Tu ami chi ti riprende? Tu ami chi ti parla del tuo peccato? Tu accetti molto volentieri la riprensione?
Tristemente ammonire gli uni gli altri non è la nostra cultura. So per certo che in America non si parla spesso del peccato. Un caro fratello mio in Cristo mi ha detto di recente che io sono l’unico, in quaranta anni (siamo amici da più di 35 anni), che gli ha parlato del suo peccato. Questo mi spezza il cuore! Perché sono l’unico che gli ha parlato del suo peccato? Dovremmo amarci abbastanza da riprendere gli uni gli altri in tutta umiltà, ma non c'è questa cultura. Ma questo non è un buon motivo per non farlo.
Certamente se qualcuno mi parla del mio peccato e reagisco male contro quella persona, sarà facile per quella persona tornare a parlarmi del mio peccato un’altra volta? Se io reagisco scattando contro di lui o aggredendolo ogni volta, cosa tende a fare dopo un po’ di tempo? Probabilmente, non mi parlerà più e mi lascerà nel mio peccato.
Quando non vogliamo la riprensione?
Cosa vuol dire, in realtà, quando non vogliamo ricevere la riprensione?
Gesù dice:
“Il mondo non può odiare voi, ma odia me perché io testimonio di lui, che le sue opere sono malvagie.” (Giovanni 7:7 LND)
Il mondo non odia i falsi credenti perché non sono diversi dal mondo. Ma, il mondo odia Cristo, perché mette in evidenza i loro peccati.
Tu, odi il fatto di vedere i tuoi peccati? Ti pesa quando qualcuno ti fa notare i tuoi peccati? Qual è la tua reazione?
Oppure nessuno ti parla dei tuoi peccati perché sanno come reagisci quando te ne parlano?
Notiamo il cuore di chi odia la riprensione in Proverbi 1:24-29. La saggezza, cioè Dio, parla qui:
“24 Poiché ho chiamato e voi avete rifiutato, ho steso la mia mano e nessuno vi ha fatto attenzione, 25 anzi avete respinto ogni mio consiglio e non avete accettato la mia correzione, 26 anch’io riderò della vostra sventura, mi farò beffe quando verrà ciò che temete, 27 quando ciò che temete verrà come una tempesta, e la vostra sventura arriverà come un uragano, quando verranno su di voi l’avversità e l’angoscia. 28 Allora essi grideranno a me, ma io non risponderò, mi cercheranno con premura, ma non mi troveranno. 29 Poiché hanno odiato la conoscenza e non hanno scelto il timore dell’Eterno,” (Proverbi 1:24-29 LND)
Questo è spaventevole. Notate quanto è grave non ascoltare la correzione. Dio parla del fatto che non accettano la SUA correzione (dalla Bibbia, dalla propria coscienza e tramite le persone). Quando respingiamo la correzione di Dio, cosa dice Dio? Che Lui non risponderà quando gridiamo a Lui. Lui non ci salverà e non ci aiuterà. Dio è santo e sa che se Lo volessimo veramente, e non solo il Suo aiuto, abbandoneremmo i nostri peccati. Ma dobbiamo ricordare che Dio ci riprende tramite persone.
Quanto è grave non accettare la correzione. Rifiutare la correzione, la riprensione, ci porta molto lontani da Dio.
Cosa vuol dire questo per la coscienza? Diventa insensibile. Non sente più quasi niente.
Cosa vuol dire per come leggiamo la Parola? Non vediamo tutto quello che Dio ci dice. Leggiamo e portiamo le nostre condivisioni, ma il nostro cuore non è toccato.
Poi, crea un muro con chi cerca di parlarci del nostro peccato.
Ma questa non è la conseguenza peggiore. Crea un muro con Dio.
Un altro esempio: Proverbi 5. Qui il padre sta esortando suo figlio a non andare dalla donna adultera. Quindi, il peccato in questo brano è quello di andare dietro ad una donna adultera. Questo è il contesto, però il principio che troviamo qua, vale per qualsiasi peccato. Notiamo il dolore che si prova quando non si ascolta la correzione, quando si disprezza la correzione. Quando noi non ascoltiamo la correzione, dove finisce la vita terrena e, peggio ancora, la vita eterna? Leggiamo Proverbi 5:7-13
“7 Perciò ora, figli miei, ascoltatemi e non allontanatevi dalle parole della mia bocca. 8 Tieni lontana da lei la tua via, e non avvicinarti alla porta della sua casa 9 per non dare ad altri il tuo vigore, e i tuoi anni a uno senza pietà. 10 Perché gli estranei non si sazino dei tuoi beni, e le tue fatiche non vadano in casa di uno straniero, 11 e non gema quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saranno consumati, 12 e debba dire: "Come mai ho odiato l’ammaestramento, e il mio cuore ha disprezzato la correzione? 13 Non ho ascoltato la voce di quelli che mi ammaestravano e non ho prestato orecchio a quelli che mi insegnavano.” (Proverbi 5:7-13 LND)
Se non ascoltiamo la correzione, che vuol dire umiliarci e cambiare via, avremo grossi rimpianti per non aver ascoltato. Il peccato promette molto, ma alla fine rovina. Rovina terribilmente la vita e se va avanti, ci saranno conseguenze eterne. Che terribile rimpianto, quando viviamo rifiutando la correzione, la riprensione.
La realtà della nostra condizione
Cosa vuol dire rifiutare la correzione?
La verità della nostra condizione, quando rifiutiamo la riprensione, è che in realtà, stiamo rifiutando Cristo stesso.
Seguite mentre leggo in Giovanni 3:19-21.
19 Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; 21 ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio". (Giovanni 3:19-21)
La luce del mondo, Gesù Cristo, è venuto nel mondo per rendere visibile il peccato, perché c’è il perdono. Ma, se io non voglio lasciare il peccato, da chi mi sto allontanando? Da Cristo. Odiare la riprensione, in realtà, è odiare Cristo.
Ripeto questo: odiare la riprensione, in realtà, è odiare Cristo.
Cristo è la luce. La luce ci porta SEMPRE a vedere i nostri peccati, affinché possiamo confessarli e abbandonarli, per farci arrivare più vicini a Cristo.
La luce risplende e mi fa vedere i miei peccati, ma non voglio riconoscere e abbandonare i miei peccati, quindi mi allontano dalla luce. La luce, che è Cristo, mi dà fastidio.
Può essere che lo Spirito Santo mi parla tramite una persona e io non voglio vedere il mio peccato e quindi, metto un muro tra me e quella persona. Ma chi sto rifiutando in realtà? Quella persona è solo un portavoce. Odio la luce. Sto rifiutando Gesù Cristo.
La Luce ci fa vedere sempre i nostri peccati perché ci ama e vuole restare in comunione con noi. Cristo è il santo di Dio. La luce non ha comunione con le tenebre.
Quindi, la luce ci fa vedere i nostri peccati così possiamo confessarli, abbandonarli, essere perdonati ed anche purificati per avere comunione con Dio. Quando cado, me lo fa vedere di nuovo e, grazie a Dio, c’è perdono in Gesù Cristo. Ma se rifiuto di vedere, non ho comunione con Cristo.
Quando non vogliamo vedere i nostri peccati, in realtà, significa non volere la luce nella nostra vita. Questo è non volere Cristo.
Perché
Cosa vuol dire odiare la riprensione? Come ci vediamo se odiamo la riprensione? Vogliamo vederci bene. Vogliamo vederci giusti per merito nostro. Quindi, non abbiamo bisogno di Cristo.
Non vogliamo vederci peccatori, bisognosi di Cristo.
Questa è una condizione terribile.
Fratelli e sorelle, questo non è il cuore di una persona che è salvata. Chi è salvato si vede sempre bisognoso di Cristo, perché nemmeno il meglio che potesse dare sarebbe sufficiente.
È per questo motivo che il saggio ama chi lo riprende. Cristo è prezioso per chi vuole vedere il suo peccato. Quando una persona è umile e vuole vedere il proprio peccato, Cristo è estremamente prezioso. Riconosce che Dio è santo, ma in Cristo può essere perdonato il peccato più terribile e il suo cuore trabocca di gioia.
In Apocalisse 2 Cristo parla della chiesa di Efeso. Era una chiesa messa bene, tranne per un aspetto: avevano perso il loro primo amore. Qual è il primo amore di un credente? Quando uno si vede peccatore, incapace di superare il proprio peccato, e vede il perdono in Cristo. Per forza, ha un grande amore per Cristo.
Avevano perso il loro primo amore perché non stavano vedendo i loro peccati di tutti i giorni. Cristo diceva che questo era grave.
Come fare
Se ti è difficile vedere i tuoi peccati, oppure non vuoi vedere i tuoi peccati e ti dà fastidio quando qualcuno te ne parla, cosa devi fare? Se tu hai la tendenza ad odiare la riprensione, cosa devi fare?
1) Prega a Dio e chiedi agli altri di pregare per te. Quando odiamo la riprensione vuol dire che vorremmo che gli altri ci vedano bene. Quindi, non è automatico andare dagli altri e svelare quanto odiamo la riprensione, ma questo è un modo per combattere il nostro peccato.
2) Prega che il Signore ti mostri la gravità della tua situazione. Devi capire quanto è grave la tua condizione. Onestamente, in base al metro biblico, odiare la riprensione mette in dubbio la salvezza. Hai lo Spirito Santo e corri a Cristo per la giustizia perché sai di non avere giustizia in te? La salvezza è sapere che io non ho giustizia per merito mio. Cristo è la mia giustizia.
Se non vuoi vedere il tuo peccato, vuol dire che pensi di essere giusto.
Tu DEVI capire quanto la tua condizione è grave.
Peggio di qualsiasi peccato, è il fatto di odiare la riprensione. Qualsiasi peccato può essere perdonato, ma se rifiuti di riconoscere il peccato, non c’è perdono.
Umiliati e corri a Cristo.
Diciamo che una persona cade nel peccato, sia adulterio oppure uno scatto d’ira e qualcun altro viene a riprenderlo per il suo peccato. Se reagisce giustificando il suo peccato, cos'è considerato più grave? Il peccato stesso o il rifiuto della riprensione?
Non c’è confronto. Il peccato è grave, ma può essere perdonato.
Però, se rifiuta la riprensione non c’è perdono, perché rifiuta di riconoscere e confessare il peccato.
Odiare la riprensione diventa una barriera tra me e Dio, che diventa sempre più difficile superare.
3) Poi, considerare, non solo il peccato che hai commesso, ma anche il fatto di odiare la riprensione. Il fatto di non volere la luce di Cristo nella tua vita, per non vedere il tuo peccato.
Medita sulla gravità della tua condizione e sul fatto che tu non vuoi la luce di Cristo che ti fa vedere il tuo peccato.
4) Medita sull’inganno del peccato. Che cosa ti offre il tuo peccato? Perché il tuo orgoglio non vuole vedere il peccato? Quale menzogna ti dice il tuo orgoglio? È importante riconoscerlo, e riconoscere che è falso. Il tuo orgoglio è un bugiardo che ti fa male.
Vi ricordate l’esempio dell’uomo che conoscevamo, che ha abbandonato la moglie e la famiglia per una giovane donna. Che cosa gli ha promesso il peccato? Piacere? Una vita più bella? Un amore più eccitante?
Era tutto una menzogna. In realtà, nulla di vero, nulla di buono. Era tutto un inganno e nulla di quello lo soddisfaceva. Gli ha fatto perdere tutto quello che era bello ed era da Dio, al punto che dopo un anno la sua vita era distrutta e lui è tornato dalla moglie pentito e riconoscendo che non meritava il suo perdono.
Quando noi pecchiamo, cosa ci sta promettendo il peccato? Produce benedizioni? Veri benefici? O ci inganna con false promesse che non ci danno nulla se non solo doloree molto peggio, ci fanno PERDERE la comunione con Cristo e tutte le vere benedizioni in Cristo.
Quindi, ci serve riflettere sull’inganno dei nostri ragionamenti e la gravità del peccato di odiare la riprensione al punto da odiare questo peccato in noi.
Ho perso le tracce di quell’uomo di cui ho parlato prima, ma se ha riflettuto su tutte le false promesse e quanto ha sofferto, immagino che se arrivasse un’altra giovane donna, lui si girerebbe e correrebbe nell’altra direzione. Non vedrebbe più la giovane donna carina, ma piuttosto la menzogna e il dolore che quella donna avrebbe potuto provocare nella sua vita.
Conclusione
Dobbiamo vedere il peccato di odiare la riprensione per quello che è. È peggio di qualunque male che chiunque potrebbe mai farci. I tuoi problemi, le situazioni difficili, le circostanze pesanti non possono danneggiarti per nulla in confronto al fatto di odiare la riprensione.
Che Dio ci aiuti in questo. Preghiamo che Dio ci aiuti a vedere l’inganno dei nostri ragionamenti quando non vogliamo vedere i nostri peccati. Vedendo i miei peccati vuol dire che posso confessarli per poi, godere il perdono, Cristo e le Sue benedizioni.
Quanto è MERAVIGLIOSO imparare a ricevere con cuore umile la riprensione, per godere così tanto di Dio.
Oh che possiamo desiderare questo e abbandonare tutto quello che è falso, riconoscere il falso, aiutarci gli uni gli altri, pregare gli uni per gli altri e camminare così.