Aiuto Biblico

Siate sobri: svegliatevi, per vivere per l'eternità

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per mercoledì, 27 aprile 2022, – cmd dmp –

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Cosa serve per vivere con saggezza, per evitare i pericoli spirituali che ci circondano ogni giorno, per investire bene per l’eternità?

La realtà della vita è nascosta dalla maggioranza delle persone, ma in realtà, la vita è un tempo in cui ci stiamo preparando per l’eternità.

Questo è un paragone povero. Un giovane uomo decide di costruire una casa per la sua famiglia. Diciamo in questo esempio che questo giovane non farà mai un trasloco nella sua vita e la casa che costruirà non la potrà mai modificare una volta che ci abita. Nel momento in cui la casa è costruita, è fatta. Per la costruzione ci vogliono dei mesi, o anche un anno o più. Ci sono tante decisioni per le quali ci sono anche tante scorciatoie. Dovrebbe mettere una linea per portare l’acqua in casa oppure andrebbe bene usare il pozzo che è a 50 metri da casa? Sarebbe bene aggiungere altro isolamento alla casa oppure no? Quest'uomo sa che ci vuole tanta fatica e sacrificio per costruire la casa e non si sente di dedicare tutto il tempo che servirebbe. Ma poi, la casa è fatta, le stanze sono dove sono, gli spazi sono quelli che sono, il numero di finestre è quello che è, e la casa rimarrà com'è stata costruita. A questo punto, ci va ad abitare con la famiglia, e ci vive per tutta la vita. Avrà dei rimpianti se per realizzare la casa ha preso la via più semplice con tante scorciatoie? Quest'uomo avrà grandi rimpianti.

Noi ci stiamo preparando per l’eternità. Come viviamo questa vita determina quella che sarà la nostra eternità.

In Apocalisse, ricordate quello che i 12 anziani gettano ai piedi di Gesù? Le loro corone. Quindi, in questa vita guadagniamo le corone che poi, getteremo ai piedi di Gesù per tutta l’eternità.

Effettivamente stiamo seminando per tutta l’eternità. Questo è lo scopo della vita. Quello che seminiamo, raccoglieremo per tutta l’eternità. Quindi, come viviamo ogni giorno è estremamente importante.

Noi, come quel giovane uomo che costruisce la casa, abbiamo un tempo per prepararci per l’eternità e non sappiamo quando arriverà il nostro momento.

Salmo 90:12 dice:

“Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio.” (Salmo 90:12 LND)

Cosa vuol dire: “Insegnaci dunque a contare i nostri giorni”? Vuol dire capire la brevità della vita e che i nostri giorni sulla terra finiranno. Qui sulla terra tutto passerà.

Ad un certo punto, quel giovane uomo deve entrare nella sua casa. Lui può rimandare i lavori o trascurarli quanto vuole per il caldo o il freddo o la fatica o l’impegno, ma prima o poi dovrà entrarci. E allora, sarà troppo tardi per cambiare idea e dire che vorrebbe un bagno dentro casa piuttosto che usare il bagno fuori, che è 50 metri dalla casa, anche durante la notte ed in inverno.

Questa è la nostra vita. Come viviamo ogni giorno è importante. Vivere bene richiede tutto il tempo che abbiamo. Non puoi vivere bene per un mese, come quel giovane non può costruire bene per un mese e poi, smettere di costruire la casa. Tutti i giorni sono necessari per costruire una buona casa. Ogni giorno sprecato è un giorno in cui non farai qualcosa per l’eternità. Questa è la realtà.

Consideriamo Galati 6:7-10.

7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare; perché ciò che l’uomo semina, quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione; ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna. 9 Or non perdiamoci d’animo nel fare il bene, perché, se non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo. 10 Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.

Non stanchiamoci e non perdiamoci d’animo nel seminare bene e nell'affaticarci. Non perdiamo tempo.

Ricordate nella parabola dei talenti che un padrone ha chiamato i suoi servi e ha dato a ciascuno, secondo le loro capacità, dei talenti? Un talento era un'immensa quantità di soldi. Quando il padrone sarebbe partito, i servi dovevano investire i loro talenti per il loro padrone. Due dei servi hanno investito i loro talenti per il loro padrone. Un altro invece ha voluto vivere per altre cose e ha seppellito quei soldi. Quando è tornato il padrone, ha chiamato i suoi servi a sé perché gliene rendessero conto. Due dei servi avevano raddoppiato i soldi grazie al loro investimento ed il padrone dice queste meravigliose parole che sono un simbolo di quello che sentirà ogni fedele credente: “Ben fatto, servo mio, entra nella gioia del tuo Signore.”

Invece, a quel servo che non ha vissuto per il padrone, ma ha vissuto per se stesso, il padrone dice: “servo malvagio!” e l’ha cacciato fuori dalla sua presenza.

Voglio entrare nella gioia del Signore. Voglio sentire Gesù dire: “ben fatto”.

Quello che ci ostacola da vivere per l’eternità

Però, vivere per l’eternità non è facile. Anzi, è difficile. Perché?

1) la nostra carne vuole soddisfazione immediata, non vuole vivere per l’eternità.

Pensa ad un'occasione in cui hai voluto acquistare qualcosa. Ti è mai successo che pensi a questo nuovo acquisto e i pensieri tornano ripetutamente a quell'acquisto. Non è pensare a qualche frutto per l’eternità, è qualcosa di qua sulla terra e mi eccita.

Oppure voglio evitare una fatica come servire il Signore in qualche modo. Trovo scuse: sono stanco e ho le mie cose da fare. Ecco perché abbiamo l’esortazione in Ebrei 10: di incitare gli uni gli altri all’amore e alle buone opere.

La mia carne vuole vivere per la mia carne. Certe cose ci piace farle, ma altre no. Possiamo trovare mille scuse per le cose che non ci piacciono. Poi, siamo bravi a giustificare le nostre scuse ed a trovare motivazioni che possano sembrare validissime.

2) la società in cui viviamo fa di tutto per ostacolarci.

La società non capisce l’eternità, quindi, se viviamo per l’eternità, la società ci prenderà per pazzi o fanatici perché non può concepire il motivo per cui viviamo come viviamo. Non dobbiamo sperare che la società capisca perché non può, come anche noi, prima di conoscere Cristo, non potevamo capire.

Le chiavi per poter vivere per l’eternità

Come viviamo dipende moltissimo da come pensiamo. Solo se pensiamo attentamente possiamo riconoscere quelle cose che ci ostacolano, che ci rallentano, per poi poterle togliere dalla nostra vita.

Una chiave per POTER vivere per l’eternità:

---- qual è? Ci serve PENSARE all’eternità tutti i giorni.

A quel giovane, per non distrarsi e continuare a lavorare sulla casa,, anche se stanco, serve pensare all'eternità. Che cosa lo stimola a restare lì? Quando ci sono tentazioni e fatica, cosa lo tiene là? Il PENSIERO alla vita che viene dopo.

Paragone: una CHIAVE per poter essere ottimi genitori, che valutano tutto, costanti?

---- tenere sempre in mente il traguardo. Se non pensiamo oltre alla fatica nel crescere i nostri figli oggi, non avremo costanza. Ma se tengo in mente il futuro, sarò costante anche quando è stancante. Non mollerò e non trascurerò i miei figli perché sto pensando al loro bene futuro. Se tengo in mente che ci sono pochi anni per preparare mio figlio per il futuro, cambierà il modo in cui mi comporto da genitore.

Similmente, per potere vivere per l’eternità, per scegliere bene giorno per giorno, dobbiamo sempre tenere in mente l’eternità. Dobbiamo ricordare il ritorno di Cristo.

Ci sono tanti brani che ci spingono a vivere per l’eternità e ad avere una prospettiva eterna.

8 Per il resto, mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione. (2 Timoteo 4:8 LND)
11 Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi essere persone di santa condotta e di pietà, 12 mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, (2 Pietro 3:11-12 LND)
20 Colui che testimonia queste cose, dice: "Sì, io vengo presto. Amen". Sì, vieni, Signore Gesù. (Apocalisse 22:20 LND)

Se abbiamo questo cuore e se vediamo tutto con questa prospettiva, valuteremo e avremo costanza, altrimenti vivremo nella carne e avremo grandi rimpianti. Teniamo in mente l’eternità quando siamo immersi nelle faccende di oggi oppure quando siamo stanchi e non abbiamo voglia.

Passi per vivere di più per l’eternità

Vivere per l’eternità vuol dire vivere per quello che posso vedere? Non è automatico. I pensieri dell’eternità non bussano alla porta della nostra mente. In che modo possiamo tenere in mente l’eternità e vivere di più per l’eternità?

Togliere quello che ci distrae

Nel mondo di oggi ci sono mille cose che ci distraggono. Certamente, dobbiamo togliere i peccati, ma dobbiamo anche togliere i pesi che non sono peccati. Questi pesi sono cose che ci rallentano e che ci distraggono.

Consideriamo Ebrei 12:1-3. In Ebrei 11 parlava di tutti questi “testimoni”, uomini e donne di fede, che vivevano guardando all’eternità. Non stavano cercando una bella vita sulla terra ma vivevano per quella che viene dopo.

1 Anche noi dunque, essendo circondati da una tale nuvola di testimoni,

Attraverso la Bibbia, grazie a Dio, abbiamo una nuvola di testimoni che ci mostrano cosa vuol dire vivere una vita focalizzata sull’eternità.

1 Anche noi dunque, essendo circondati da una tale nuvola di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, 2 tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce, disprezzando il vituperio, e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. 3 Ora considerate colui che sopportò una tale opposizione contro di sé da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate e veniate meno. (Ebrei 12:1-3)

Nella gara della vita, se non teniamo in mente Cristo, ci stancheremo, ci perderemo d’animo e non correremo. Saremo distratti e stanchi e sceglieremo la via meno faticosa.

L’unico modo di correre bene con perseveranza è quello di tenere gli occhi su Gesù, Colui che è seduto alla destra del Padre, in cielo.

E Cristo è andato avanti per la gioia che Gli era posta davanti.

Allora, pensiamo spesso ai peccati. Ma notate che questo brano dice di deporre ogni PESO. Per correre bene, dobbiamo togliere i pesi.

Cosa sono i pesi? NON sono peccati.

Pensate ai pesi in una gara. Non è vietato portare uno zaino in una gara, ma non c’è una regola che lo vieta perché nessuno sarebbe stolto abbastanza da portare uno zaino con 40 kg di mattoni dentro se vuole vincere veramente la gara. Quindi, i pesi non sono vietati, però rallentano.

Similmente nella vita cristiana i pesi sono le cose che rallentano, ostacolano, distraggono e rendono più difficile per noi pensare a Cristo.

Hobby, abitudini, modi di passare il tempo, lavorare lentamente, ci distraggono, riempiono i nostri pensieri, ci prendono del tempo e riempiono la mente ed il cuore.

Quanto è importante pensare a Cristo. Vedere il valore di Cristo.

Allora, se devo pensare a come fare un impianto elettrico, non mi ostacola dal guardare a Cristo perché è un dovere. Cioè quello che devo fare, non mi ostacola. È quando ho la possibilità di scegliere che Dio non mi dà la grazia.

Se una persona trova scuse per non andare in chiesa, Dio non dà la grazia di crescere comunque. Se una persona ha una grave malattia, Dio dà una grazia speciale.

Se riempiamo la mente con sciocchezze, non possiamo pensare molto a Cristo, e così, non vediamo il valore di Cristo. E saremo così più presi con le sciocchezze. Diventa un circolo vizioso.

Pensate all’Apostolo Paolo. Come tutti noi, prima della salvezza, aveva quello che per lui era importante. Ma, dopo che era stato salvato, non voleva condividere il suo cuore. Voleva solo Cristo al centro del suo cuore.

Seguite mentre Paolo parla di quello che era importante per lui in Filippesi 3:7-16.

7 Ma le cose che mi erano guadagno, quelle ho ritenute una perdita a causa di Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: la giustizia che proviene da Dio mediante la fede, 10 per conoscere lui, Cristo, la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, 11 se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti. 12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù. 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la méta, verso il premio della superna vocazione di Dio in Cristo Gesù. 15 Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo. 16 Ma al punto in cui siamo arrivati, camminiamo secondo la stessa regola, conducendoci in pieno accordo. (Filippesi 3:7-16)

Paolo viveva per l’eternità. Lui capiva il valore di Cristo. Prego che NOI capiremo il valore di Cristo.

Paolo è un esempio dell’unico modo di vivere la vita cristiana senza avere rimpianti eterni. Lui capiva che non poteva continuare ad avere a cuore le cose di prima. Non dice che erano peccati, solo che non si possono avere più cose nel cuore. Non voleva essere distratto da ciò che aveva veramente valore.

Consideriamo l’esempio di un giovane uomo che conosce diverse giovani donne nella sua chiesa. Sono tutte serie credenti e tutte potrebbero essere brave mogli. Ma poi, conosce una giovane donna che è quella giusta. Quanto dovrebbe continuare a pensare alle altre giovani donne che ha considerato per il suo matrimonio? Non dovrebbe più pensare a loro, anche se per lui non era un peccato pensare a loro prima, in tutta purezza, valutando il loro carattere. Non era peccato prima, ma nel momento in cui ha la moglie per la sua vita, dovrebbe smettere di pensare a loro. Non può prendere quella giovane donna come moglie e continuare ad avere spazio nel cuore per le altre.

Nella vita, per avere Cristo come tesoro, dobbiamo togliere le cose che ci distraggono. Non sono necessariamente peccati, ma sono spesso pesi che riempiono il cuore e la mente.

Non dovremmo essere distratti, dobbiamo invece essere sobri e vegliare. Consideriamo 1Pietro 5:8.

“Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare.” (1Pietro 5:8 LND)

Cosa vuol dire essere “sobrio” in questo contesto? Se c’è un leone che va in giro, “sobrio” vuol dire stare attento e stare in guardia, sapendo che ci sono pericoli dappertutto.

“Vegliate” vuol dire essere spiritualmente sveglio. “Vegliate” significa fare una valutazione di tutto, per capire se qualcosa potrebbe veramente aiutare o servire.

La vita di una volta

Oggi siamo inondati da distrazioni. Ci sono mille cose che possono distrarci, ma una volta la vita di famiglia era diversa. Leggo Deuteronomio 6:4-7.

“4 Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro DIO, l’Eterno è uno. 5 Tu amerai dunque l’Eterno, il tuo DIO, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza. 6 E queste parole che oggi ti comando rimarranno nel tuo cuore; 7 e inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando sei seduto in casa tua, quando cammini per strada, quando sei coricato e quando ti alzi.” (Deuteronomio 6:4-7 LND)

Quando è che i genitori dovevano parlare con i loro figli delle cose di Dio? Seduti, camminando, coricati e quando si è alzati.

Perché non è possibile fare tutto questo come una volta? Il comandamento è lo stesso, ma perché non riusciamo a viverlo senza grande fatica ed impegno? Perché siamo distratti nelle situazioni in cui possiamo parlare quando siamo tutti insieme?

Siamo inondati da distrazioni come la tivu, i video, lo smartphone, i messaggi, le telefonate e le cuffie per la musica.

Pensate invece alla vita di famiglia come è stata per secoli, anzi, per migliaia di anni. La sera erano tutti insieme. Magari facevano qualche lavoretto mentre parlavano. C'era la possibilità di parlare ed ascoltare gli uni gli altri, senza distrazioni. Avevano tempo per riflettere, meditare, e discutere di quello che succedeva durante il giorno e applicare i principi di Dio alle situazioni che avevano vissute.

Una volta i figli avevano pochissimi giocatoli. Forse avevano due giocatoli fatti a mano che duravano per anni. Avevano soprattutto oggetti per fare cose utili.

C’erano poche distrazioni e c’erano poche novità.

Ma oggi abbiamo il suono delle notifiche che ci distrae dall'essere concentrati. I bambini sono abituati a sentire che la sera, a fine giornata, devono sistemare i loro giocatoli perché ne hanno davvero tanti.

Stiamo mettendo veleno nella testa dei nostri figli e la stiamo intasando con un sovraccarico di stimoli.

Anche noi siamo sovraccaricati da tantissimi stimoli.

Siamo drogati dalle tante novità e ogni novità prende del tempo e eccita il cuore. Ogni nuova attività o hobby prende tempo e spazio nel nostro cuore. Sono cose senza un vero valore che rendono difficile focalizzare su quello che ha vero valore.

Abbiamo tanti aggeggi che facilmente giustifichiamo dicendo che sono “utili” o che “ci servono”. Vediamo gli altri, anche altri credenti, che hanno un nuovo smartphone o fitness watch e giustifichiamo i nostri acquisti o le nostre scelte. Vogliamo più vestiti o più scarpe, ma servono? Oggi, compriamo cose perché le vediamo, non perché ci servono veramente.

Solitamente, come decidiamo di comprare queste cose? Di solito, pensiamo di comprare le scarpe nuove solo quando le nostre sono rotte al punto che l'acqua entra nella scarpa?

Spesso, NON iniziamo a pensarci per un vero bisogno, ma perché vediamo la cosa o sentiamo della cosa, e ci attira lo sguardo. Cominciamo a pensare a quanto potrebbe essere utile. Forse sarebbe bello averla o forse sarebbe di grande aiuto. Fissiamo lo sguardo su quell'oggetto e iniziamo a desiderarlo. E così arriviamo a prenderlo. Il pensiero NON inizia con un bisogno per cui stavamo cercando una soluzione. Inizia con il desiderio e poi il ragionamento.

Siamo stolti! Stiamo avvelenando noi stessi e gli altri. Viviamo in un mondo dove molto di quello che compriamo è da Satana, il principe del mondo, perché non serve e distrae.

NON è il costo economico dell’oggetto che è problematico. Il vero problema è lo spazio che diamo alle novità e agli oggetti nel nostro cuore, che ci distraggono da ciò che ha vero valore.

Tornare indietro

Per camminare bene e per camminare con saggezza, dobbiamo imparare a valutare tutto. Ma, non sempre valutiamo tutto. Cosa facciamo quando non abbiamo valutato bene o non abbiamo scelto bene?

C’è qualcosa che serve fare, ma lo facciamo raramente. È estremamente importante, ma praticato raramente.

È da valutare una cosa che abbiamo già fatto o iniziato, che abbiamo già comprato o preso, e poi smettere, vendere o disfarsene. Serve tornare indietro.

Esempio di Amatsiah

In 2Cronache 25:5-9 Amatsiah, re di Giuda, stava per andare in battaglia contro Edom ma non aveva abbastanza soldati.

“6 Assoldò pure centomila uomini d’Israele, forti e valorosi, per cento talenti d’argento.

Cento talenti d’argento era un prezzo enorme che veniva pagato ai soldati in anticipo. Così se morivano in battaglia, la loro famiglia aveva già i loro soldi.

7 Ma un uomo di DIO venne a lui e gli disse: "O re, l’esercito d’Israele non venga con te, perché l’Eterno non è con Israele, né con alcuno dei figli di Efraim! 8 Ma se vuoi andare, va’ pure; e sii valoroso in battaglia; tuttavia DIO ti farà cadere davanti al nemico, perché DIO ha il potere di soccorrere e di far cadere".

In altre parole: se vuoi andare avanti di testa tua, vai, ma perderai.

9 Amatsiah allora disse all’uomo di DIO: "Ma che farò dei cento talenti che ho dato all’esercito d’Israele?". L’uomo di DIO rispose: "L’Eterno può darti molto più di questo".” (2Cronache 25:6-9 LND)

Amatsiah aveva speso una marea di soldi, pagato in anticipo, e quest’uomo di Dio dice che Amatsiah non deve andare avanti. Deve fidarsi di Dio anche se perde tutti quei soldi. Tornare indietro è costoso, ma è sempre la cosa giusta.

È impossibile scegliere bene in ogni cosa. Spesso, non valutiamo nemmeno. Altre volte abbiamo dato spazio alla carne. Altre volte, dopo il fatto, scopriamo nuove informazioni, come nel caso di Amatsiah. Altre volte riconosciamo che quella che sembrava una cosa buona non è utile o ci distrae da quello che è importante.

Per diversi motivi, scegliamo male, ma poi, cosa facciamo quando scegliamo male?

La cosa importante è quella di valutare, riconoscere che abbiamo scelto male, e poi, tornare in dietro.

Immaginate una giovane donna credente che deve sposarsi. Si prepara per il grande giorno. Compra un abito da sposa. Tutto è pronto. Poi, due giorni prima del matrimonio, lei riconosce che l’abito che ha comprato non è modesto. Mette troppo in mostra il suo corpo. È impossibile, a questo punto, prendere un nuovo abito. Ha già speso tanti soldi. Cosa deve fare?

Nella carne, direbbe: “ho sbagliato, ma è troppo tardi. Non ho altra scelta.”

È vero che non ha altra scelta? È proprio vero?

La scelta giusta è quella di NON indossare quell'abito ma di mettere un vestito normale. Non deve indossare un abito da sposa. Non è che non si sposerà se indossa un vestito normale. Ma, per orgoglio, e per non vergognarsi davanti a tutti indossando un vestito normale, si compromette e già parte con il piede sbagliato nel matrimonio e per la vita.

Questo è un esempio realistico, perché molto spesso, è costoso tornare indietro, ma stabilisce come viviamo per la vita.

L’unica scelta giusta è quella di dire: ho peccato. Non ho valutato. Perdonami, ma non mi comprometto. Questo significa camminare nella luce.

Facciamo un altro esempio. In questo esempio, tu, genitore, hai speso dei soldi per un nuovo smartphone per tuo figlio. Poi, riconosci che questo ha una brutta influenza su di lui. Ma ormai, sono passati alcuni mesi e tuo figlio è molto attaccato a quel telefono. Cosa si può fare?

Hai il cuore di riconoscere che hai peccato, che non hai curato tuo figlio e che dovete disfarvi di quello smartphone? Hai a cuore le cose eterne al punto che sei disposto a cambiare direzione, anche se non hai scelto bene la prima volta?

Oppure, hai comprato una nuova macchina a rate. Poi, riconosci che le rate ti ostacolano dall'avere soldi disponibili per il regno. Riconosci che non avevi bisogno di un’altra macchina. Riconosci che hai dato spazio alla carne nel prendere una macchina nuova.

Cosa dovresti fare? Certamente, perderai dei soldi. Ma biblicamente serve ravvederti, perché riconosci che hai comprato la macchina nel peccato. Non dobbiamo tenere e godere il frutto del nostro peccato.

Abbiamo tutti fatto acquisti non saggi. Acquisti magari dove non c’è la possibilità di essere rimborsati. Cosa bisogna fare? Andare avanti o rifiutare di godere i benefici del peccato? (l’oggetto non è peccato, la motivazione nel prenderlo era peccato).

Pensate ai vostri figli: come agiranno loro quando affronteranno questo tipo di decisioni? I tuoi figli hanno visto in te il cuore di tornare indietro, anche se ti costa tanto? Avranno loro il coraggio di tornare indietro perché hanno visto in te quello stile di vita?

Immaginate che un figlio o una figlia va in viaggio con gli amici. Paga la sua parte per fare un viaggio con gli amici. Paga per l’albergo e la macchina, ma ad un certo punto, capisce che stare con gli amici in quell’ambiente non è una cosa buona. Non è un grave peccato, ma non ha una buona influenza.

In base a quello che ha visto nel TUO esempio: che cosa farà? Sarà disposto a perdere tutti i soldi, ad essere visto come esagerato dagli amici, a fare brutta figura, e dover spendere di più per tornare a casa da solo, non più in macchina con gli amici, ma con un aereo?

In base a quello che ha visto in te, che cosa farà? Avrà il coraggio di tornare indietro perché ha visto in te il coraggio di cambiare direzione anche se ti è costato tanto, e vede in te un esempio di un vero uomo o donna di Dio?

Questa è la vita cristiana, in cui deponiamo ogni peso ed il peccato e teniamo gli occhi su Cristo.

Tuo figlio, i tuoi figli, ti vedono, abbastanza spesso, rivalutare una decisione e tornare indietro, anche quando è costoso, non è comodo e ti crea problemi o difficoltà? Vedono questo esempio in te?

Questo buon esempio deve esserci iniziando dalle piccole cose, e poi, anche nelle grandi cose.

Il fatto che qualcosa è gratis non è un buon motivo per prendere o tenere quella cosa. Questo è come Satana opera. Non importa quanto costa. Fare questa valutazione è la cosa migliore che aiuterà tuo figlio a non essere distratto e preso con cose futili. Anche se ci pagassero, noi non siamo obbligati a prendere quella cosa.

La domanda non è: è peccato oppure no? La domanda giusta è: come formerà il carattere di mio figlio? Gli insegnerà i valori giusti e a non essere preso dall’ultima novità?

Se vogliamo vivere bene, dobbiamo vivere bene in tutto, come abitudine.

Se non abbiamo vissuto così, dobbiamo condividere in famiglia che non abbiamo valutato bene e dobbiamo dichiarare che questo modo di vivere è sbagliato. Condividiamo in casa quanto riconosciamo, che non abbiamo scelto bene e cambiamo direzione. Chiediamo perdono riconoscendo che non abbiamo valutato bene e che la colpa è nostra. Riconosciamo che non abbiamo curato i nostri figli perché non abbiamo valutato seriamente. Questo non è amore. Non è amare Dio e non è amare i nostri figli. Questo è grave e dobbiamo chiedere perdono.

Vivendo così, trasmetteremo una lezione importante ai nostri figli: l’importanza di valutare e la gravità di non farlo. Vedendoci aggravati per il peccato e chiedere perdono, risulta più potente di qualsiasi sermone su questo argomento.

Viviamo in un mondo dove siamo inondati da notifiche, oggetti, video, novità e tanto altro. Per vivere per l’eternità, ci misuriamo in base al metro di Dio e dell’Apostolo Paolo o in base al mondo, dove potremmo vantarci perché “sembra” che siamo più avanti?

Come viviamo? Aggeggi, hobby, abitudini, modi di fare, come possiamo vivere in modo da non essere distratti?

Possiamo trasmettere, anche ai nostri figli non-credenti, cosa vuol dire pensare alle cose eterne e possiamo aiutarli a pensare a lungo termine alle cose terrene in modo che vorranno impegnarsi.

Ricordiamo l’esempio del giovane uomo che voleva costruire una casa. Anche se non fosse credente, potrebbe comunque voler fare il massimo possibile. Questo è già buono perché pensa al suo avvenire terreno.

Cosa dice Gesù in Luca 16:8 riguardo al fattore ingiusto?

8 E il signore lodò il fattore ingiusto, perché aveva agito con avvedutezza, poiché i figli di questo mondo, nella loro generazione, sono più avveduti dei figli della luce. (Luca 16:8 LND)

Quindi, se possiamo aiutare i nostri figli a non essere presi con le novità, ma a vivere per l’avvenire terreno, saranno già predisposti a vivere per l’avvenire eterno.

Ricordiamo quello che Paolo ha detto in Filippesi 3

16 Ma al punto in cui siamo arrivati, camminiamo secondo la stessa regola, conducendoci in pieno accordo. (Filippesi 3:16)

Al punto in cui siamo arrivati”. C’è chi è più avanti nel cammino, e chi meno, ma non importa. “Al punto in cui siamo arrivati” andiamo avanti, guardando in avanti e aiutandoci a vicenda.

O che possiamo essere un popolo che valuta, e quando sbagliamo, che possiamo riconoscerlo, e cambiare direzione, costi quel che costi.