Aiuto Biblico

Come non perdere la speranza

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 4 maggio 2022, – cmd dmp –

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C’è qualcosa che riguarda ogni campo della vita e senza la quale non si può vivere bene, è qualcosa che ha un'immensa importanza. Che cos’è?

La speranza.

La salvezza è fondata su una speranza. Ci sono speranze buone e speranze brutte. Speranze fondate e speranze che sono campate in aria. Una persona che si lancia da un aereo senza paracadute, potrebbe avere grande speranza di non morire quando arriva a terra, ma sarebbe una speranza campata in aria.

Che cos’è la speranza? Leggiamo Romani 8:24-25.

“24 Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? 25 Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza.” (Romani 8:24-25 LND)

Speranza è la convinzione che un certo esito sia possibile. È credere che un certo avvenimento possa realizzarsi.

Perché è importante?

Se io sono convinto che qualcosa sia impossibile, non avrò la volontà di sacrificarmi per cercare di ottenere quel risultato. Per esempio, se io sono assolutamente convinto che sia impossibile salvare qualcuno da un palazzo che brucia, non rischierò la vita per cercare di salvarlo.

Se credo che studiare molto non mi aiuterà, perché i professori sono contro di me, perderò la voglia di studiare.

Invece quando abbiamo speranza, anche una piccola speranza, ci stimola ad andare avanti.

Facciamo quasi tutto perché abbiamo speranza.

Perché una famiglia pianterebbe mille semi di zucca? Perché hanno la speranza che Dio farà crescere le piante che produrranno zucche. Si sono affaticati perché hanno questa speranza.

Cosa succede se perdiamo la speranza?

A volte, si perde la speranza. A volte si perde soltanto una parte della speranza. Nonostante questo è già di per sé grave, si può, anche con una sola piccola, debole speranza, andare avanti, anche zoppicando.

Ma a volte, si perde completamente la speranza di qualcosa. Quando perdi la speranza totalmente, allora, non vai più avanti.

Pensate insieme a me come ci si sente quando si perde la speranza.

– si perde la voglia di andare avanti

– si perde la volontà di provare, di affaticarsi, di sacrificarsi. Se non c’è speranza, sembra tutto inutile.

– si lasciano andare le cose, anche se prima erano considerate molto importanti.

Esempi di perdere speranza:

--- uno ha un giardino pieno di erbacce. Per un certo tempo, cerca di combattere le erbacce, pensando che forse potrà riuscire ad eliminarle. Se arriva a perdere completamente la speranza, non combatte più. Lascia vincere totalmente le erbacce. Smette di provare.

--- educare bene un figlio: un genitore cerca di educare il figlio. È una dura battaglia. Qualche progresso, ma sembra solo che le cose peggiorino. Alla fine, il genitore arriva a credere che non c’è speranza.

Se il genitore crede a questo, crede che non c’è speranza, si impegnerà di cuore, con costanza? Oppure, lascerà andare le cose come vanno? Senza la speranza, non c’è più vero impegno, ed un bel giorno, il genitore si troverà un figlio ribelle.

--- crescere in un rapporto, come per esempio il matrimonio. Un matrimonio va male e il marito e la moglie dicono: “siamo così ormai da anni”. Poi, un coniuge prova a cambiare le cose e cerca l’altro, ma non vede risultati e arriva a non avere più speranza. Provano ancora se hanno perso ogni speranza? Quando perdiamo la speranza ci arrendiamo e smettiamo di provare.

--- mettersi in forma fisicamente: Una persona riconosce che è fuori forma. Forse il suo dottore glielo dice. Non può nemmeno fare un piano di scale senza perdere il fiato. Forse è anche sovrappeso.

Se ha la speranza che potrebbe migliorare, si dà da fare per cambiare e per migliorare.

Se NON ha speranza, arriva a credere che non importa quanto si impegna, non ci saranno veri risultati. Quindi, se perde ogni vera speranza, non si impegnerà. … si lascerà andare.

---- migliorare il carattere o cambiare abitudini: una persona si rende conto di avere certe brutte abitudini. Reagisce in un certo modo e riconosce che non va bene, ma va avanti con le stesse abitudini da anni. Ha cercato per anni di migliorare, ma ancora reagisce male.

Si può credere che tutto sia inutile, che non importa quanto si possa provare, che non ci saranno miglioramenti. Si può perdere la speranza.

Se si perde la speranza, non si prova più a migliorare.

Quando perdiamo la speranza, smettiamo di vivere e quella parte della nostra vita muore. La speranza è fondamentale.

Perché perdiamo la speranza?

Certamente, a volte perché non c’è più speranza.

Pensiamo ad un aereo che comincia a precipitare. L’aereo sta precipitando da 10.000 m dopo un’esplosione. In questo caso la realtà è che non c’è speranza di salvezza.

Cerchiamo nella nostra forza

Ma molto spesso, perdiamo la speranza perché stiamo cercando di fare qualcosa con le nostre forze, ma la nostra forza non è sufficiente e non stiamo guardando a Dio. Leggiamo in Matteo 19:23-26

“23 Gesù allora disse ai suoi discepoli: "In verità vi dico che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli. 24 E ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". 25 All’udire ciò, i suoi discepoli, furono grandemente sbigottiti e dissero: "Chi dunque può essere salvato?". 26 E Gesù fissando lo sguardo su di loro, disse: "Per gli uomini questo è impossibile, ma per Dio ogni cosa è possibile".” (Matteo 19:23-26 LND)

Quando Dio ha promesso ad Abramo un figlio, Abramo ha cominciato a dubitare che sarebbe stato possibile per Sarai, sua moglie sterile e vecchia, concepire. Ma Dio parla ad Abramo, dicendo:

“Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per l’Eterno? Al tempo fissato, fra un anno, ritornerò da te, e Sara avrà un figlio".” (Genesi 18:14 LND)

Quando Dio ha detto che avrebbe dato la carne a tutto il popolo di Israele nel deserto, sembrava assolutamente impossibile. Erano numerosi ed in mezzo al deserto. Leggiamo cosa dice Dio a Mosè in Numeri 11:21-23.

“21 Allora Mosè disse: "Questo popolo, in mezzo al quale mi trovo, conta seicentomila adulti, e tu hai detto: "Io darò loro carne e ne mangeranno per un mese intero!". 22 Si dovranno scannare per loro greggi e armenti perché ne abbiano abbastanza? O si dovrà radunare per loro tutto il pesce del mare perché ne abbiano abbastanza?". 23 L’Eterno rispose a Mosè: "Il braccio dell’Eterno è forse raccorciato? Ora vedrai se la mia parola si adempirà o no".” (Numeri 11:21-23 LND)

Dio riprende Mosè perché stava valutando con un metro umano e con le proprie forze, pensando che non c’èra nessuna speranza e che era impossibile. Mosè non stava tenendo conto di Dio. Dio non usa la nostra matematica.

Certamente, i miracoli di Gesù erano tutti impossibili da realizzare per gli uomini.

Ma, pensiamo ai miracoli che Dio compie ancora oggi.

Il miracolo di aprire gli occhi ai ciechi. Un uomo spiritualmente cieco, che non vede le verità di Dio, e Dio gli tocca gli occhi, ed egli vede.

“Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui…” (1Corinzi 2:14 LND)

Questo succede molto spesso.

Una persona timorosa, che diventa coraggiosa in Cristo.

Una persona egoista, che diventa una persona che ama profondamente gli altri.

Una persona che vive nella carnalità, che diventa una persona santa e pura.

Ho visto tutto questo, volta dopo volta. Ho visto Dio salvare e poi, trasformare, passo dopo passo, le persone.

Quindi, perdiamo la speranza quando guardiamo a noi stessi, ed alle nostre capacità, e non a Dio. Cominciamo a dire: “io non riesco”, ma stiamo guardando a noi stessi ed alla nostra incapacità piuttosto che guardare a Dio e ricordare la Sua potenza. Quando Dio è escluso dai nostri pensieri, perdiamo la speranza.

Dio ci ha dato tanti comandamenti e spesso, con i nostri ragionamenti, SEMBRA che per noi, sia impossibile ubbidire a certi comandamenti.

Ma se è così, allora, Dio ci ha dato comandamenti gravosi.

Se è impossibile ubbidire ad un comandamento, allora, è un comandamento gravoso.

Ma, Dio ci dichiara in 1Giovanni 5:1-4.

1 Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chiunque ama colui che l'ha generato, ama anche chi è stato generato da lui. 2 Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. 3 Questo infatti è l'amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. 4 Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. (1Giovanni 5:1-4)

Anche se a volte potrebbe sembrare che un comandamento sia gravoso, che sia impossibile ubbidire, NON è così. A noi SEMBRA così. Sembra che non potremmo ubbidire ad un marito o ad una moglie o in circostanze come le nostre.

Perché quel comandamento mi sembra gravoso?

Forse lo sto vedendo male.

Oppure, forse, e spesso, sto cercando di ubbidire ad un comandamento confidando nella MIA forza e non sto camminando per fede.

Peccato non confessato

Un altro motivo per cui perdo la speranza è che pecco e cerco di migliorare. Poi, pecco ancora e cerco di migliorare.

Forse, quando ho peccato, non sto veramente confessando il mio peccato, ma sto cercando di migliorare, con le mie forze, in quel campo.

Spesso, quando c’è un campo in cui cadiamo, più volte, il problema è che continuiamo a guardare a noi stessi. Cerchiamo di camminare bene, cerchiamo di non cadere più.

Ma in realtà, non confessiamo di cuore il nostro peccato. Non vediamo il peccato per poi guardare a Cristo.

Se guardo a me stesso, perderò la speranza e allora, sarò scoraggiato. A me sembrerà che sia impossibile che le cose possano cambiare.

Però, quando mi umilio per confessare apertamente, chiaramente e dettagliatamente i miei peccati, dove sto guardando? Se non guardo soltanto ai miei peccati, guardo a Cristo. Considero Colui che è andato alla croce per me. So di aver peccato terribilmente, ma so anche che Gesù perdona. Guardo a Lui e Lui prende la mia condanna.

Anche se sono anni che pecco in un dato modo o in un certo campo, il sacrificio di Cristo è più grande del mio peccato.

Quanto è fondamentale CONFESSARE i nostri peccati. NON cercare di migliorare e NON cercare di non peccare più. NON cercare di pensare prima di parlare o di fare di più. Se cerco in me stesso di migliorare, il peccato rimane. Dobbiamo CONFESSARE i nostri peccati per cancellare il peccato ed avere un cuore purificato e dobbiamo ACCOGLIERE il perdono.

È fondamentale guardare a Cristo come Colui che perdona il peccato.

Perdiamo speranza perché abbiamo la speranza sbagliata

Vorrei toccare un altro motivo per cui perdiamo la speranza.

A volte, perdiamo la speranza, e ci scoraggiamo, perché abbiamo una speranza sbagliata, che non è la volontà di Dio.

Consideriamo Gesù nel giardino di Getsemani prima di essere arrestato e poi, crocifisso:

“38 Allora egli disse loro: "L’anima mia è profondamente triste, fino alla morte; restate qui e vegliate con me". 39 E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu". 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: "Così non avete potuto vegliare neppure un’ora con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole". 42 Si allontanò di nuovo per la seconda volta e pregò, dicendo: "Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva sia fatta la tua volontà!". 43 Poi, tornato di nuovo, li trovò che dormivano, perché i loro occhi erano appesantiti. 44 E, lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, dicendo le medesime parole.” (Matteo 26:38-44 LND)

Se la speranza di Gesù era solo quella di non dover andare alla croce per subire l’ira di Dio, che è il senso di non bere il calice, allora, la sua speranza non è stata adempiuta. Sarebbe rimasto molto deluso.

Ma quella NON era la speranza di Gesù. La sua speranza era che la volontà del Padre fosse fatta. Quindi, la sua speranza è stata adempiuta.

Quando speriamo la cosa sbagliata, resteremo delusi.

Ho iniziato a portare gli occhiali a 5 anni, perché ne avevo grande bisogno. Se avessi sperato che Dio mi avrebbe cambiato gli occhi, in modo da non avere mai più bisogno di occhiali, sarei stato deluso.

Se spero che Dio mi toglierà una prova, ma Dio sta usando quella prova nella mia vita, se io spero che Dio mi darà qualcosa che desidero, ma non è la volontà di Dio, se spero che mi darà qualcosa che desidero profondamente, ma non è la volontà di Dio, che io abbia quella cosa o quella situazione, allora, Dio non mi darà quello che voglio. Se voglio solo quello e non desidero ancora di più la volontà di Dio, qualsiasi essa sia, allora, sarò deluso, sarà scoraggiato, perderò la speranza.

Quindi, ho bisogno, abbiamo bisogno, di esaminare il nostro cuore.

Cosa desidero? Desidero quello che voglio io, quello che a ME sembra la cosa migliore, oppure, mi fido di Dio, e desidero che sia fatta la sua volontà, anche quando è contraria alla mia?

Tante volte, ho parlato con credenti il cui coniuge non credente non voleva più il matrimonio. Certamente, Dio comanda che il matrimonio sia onorato da tutti.

Ma, Dio riconosce anche che a volte, l’uomo peccatore non camminerà in quella che è la volontà di Dio.

Leggiamo in 1 Corinzi 7 dove parla Paolo. Quando lui dice: “agli altri dico io, non il Signore”, non intende che quello che sta per dire non è da Dio. Chiaramente la dottrina di Paolo è stata insegnata a lui direttamente da Gesù Cristo, il Signore.

“… dico io, non il Signore” vuol dire che il Signore Gesù non ha detto queste cose mentre era sulla terra, ma le ha dette a Paolo che poi, le riporta ai Corinzi.

“12 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente, e questa acconsente di abitare con lui, non la mandi via. 13 Anche la donna che ha un marito non credente, se questi acconsente di abitare con lei, non lo mandi via, 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito, altrimenti i vostri figli sarebbero immondi; ora invece sono santi. 15 Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. 16 Infatti che ne sai tu, moglie, se salverai il marito? Ovvero che ne sai tu, marito, se salverai la moglie?” (1Corinzi 7:12-16 LND)

A volte Dio, Colui che ha creato il matrimonio e onora il matrimonio, a causa del peccato, consente che il non-credente possa andarsene e che la credente non è più obbligata da quel matrimonio ed è libera. La moglie credente, in questo caso, dovrebbe far di tutto per salvare il matrimonio, ma non può obbligare il marito non-credente a rimanere. Quando il coniuge se ne va, smetti di sperare nel matrimonio con quella persona.

Possiamo sperare, ma dobbiamo sottomettere le nostre speranze alla volontà di Dio. Se non lo facciamo, perdiamo la speranza, perché quella che era la nostra speranza non era la volontà di Dio.

Un marito potrebbe sperare che la moglie possa guarire dalla sua malattia, ma deve essere pronto a dire: “sia fatta la Tua volontà”.

Potremmo pregare che una nostra prova sia tolta o che non saremo più schiacciati dagli impegni e dalle situazioni. Ma quando riconosciamo la potenza di Dio e che Lui ha moltiplicato il pane, allora possiamo riconoscere che Lui è potente da moltiplicare anche le nostre forze. Lo fa.

Non è sbagliato sperare che una prova sia tolta o che una persona a me cara guarisca, però quando spero queste cose, devo sperare come sperava Gesù Cristo: "Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva sia fatta la tua volontà!".

Riassunto

La speranza è fondamentale. Senza la speranza una persona smette di vivere, ma bisogna avere le speranze giuste.

Se spero soltanto in una vita meno pesante, resterò deluso perché ho scelto io le speranze che volevo.

Ma se spero in Dio? La Bibbia ci esorta tantissimo a “sperare nell’Eterno”. Cosa vuol dire “sperare nell’Eterno”? Vuol dire che Dio farà tutto quello che voglio io? Vuol dire che mi fido di Lui e che Lui sa qual è la cosa giusta.

“Signore, in questa prova, in questa malattia, in questa situazione, Tu sai qual è la cosa giusta ed io spero in Te! Toglimi la prova o dammi la grazia. Non spero in un certo esito. Spero in Te.”

Non è peccato avere una certa speranza, ma devo sottoporla a Dio, fidandomi di Dio, sperando in Lui e non in quel desiderio o in un certo esito.

Se ho un certo peccato di carattere che per anni ho cercato di superare senza riuscirci, dovrei lasciar stare o dovrei ammettere che ho cercato di superare questo peccato con le mie forze e sperare ora nell’Eterno?

È vero che sono così da anni, ma è anche vero che non ho confessato il peccato a fondo. È vero che spesso ho cercato di superare questo peccato per conto mio, non fidandomi di Dio, ma posso cambiare direzione.

Prendiamo come esempio un uomo obeso che ha 67 anni. Si impegna per un anno intero a mangiare sano, a fare esercizi, ed a curarsi e si ritrova dopo un anno ad aver perso 70 kg. È pieno di forza e muscoli. A chi darebbe la gloria dopo quell'anno di impegno? Non a Dio. È Dio che gli ha dato le capacità, ma non darebbe la gloria a Dio , ma a se stesso e ruberebbe gloria a Dio.

Invece quell'uomo obeso riconosce quanto è difficile dimagrire così tanto, ma vuole curarsi per la gloria di Dio. Si sottomette alla volontà di Dio se dovesse morire giovane a causa dell’obesità (conseguenza del suo peccato), oppure, se dovesse avere ancora il tempo per cambiare le sue brutte abitudini e curarsi, vorrebbe vivere per la gloria di Dio con il tempo che ha ancora a disposizione sulla terra. Lui confessa i suoi peccati di aver lasciato spazio alla sua carne per anni, alla sua pigrizia ed alla sua golosità. Non cerca di migliorare. Vede il peccato, lo confessa a fondo e Dio lo perdona. Anche se dovesse morire la settimana successiva per un attacco cardiaco, morirà perdonato ed in stretta comunione con Dio. La cosa più importante è il nostro cammino con Cristo.

Vogliamo confessare i nostri peccati senza scuse. Vogliamo confessare tutti gli aspetti del nostro peccato. Dio ci perdonerà e ci darà capacità che da soli non avremmo mai potuto avere.

Non speriamo in un certo esito, ma in Dio. Magari Dio ti chiama ad amare tua moglie come Cristo ama la chiesa. È una chiamata importante e ti rendi conto che non hai vissuto così da anni. Dovresti arrenderti o dovresti riconoscere che questo è un comandamento che viene da Dio e che Lui ti mostrerà la via e ti aiuterà a camminare nelle Sue vie? Puoi pregare: “Mostrami i miei peccati affinché io possa confessare i miei peccati a Te, Signore, a mia moglie ed anche ai miei figli.” E Dio ti perdonerà e Dio ti trasformerà.

Cercate per primo il regno e la giustizia di Dio e le vostre speranze cambieranno. Non chiederete più a Dio di togliervi la prova. Chiederete a Lui di servirsi della vostra prova per glorificare Se stesso. Le vostre speranze cambieranno e vedrete che verranno adempiute volta dopo volta.

Molto spesso speriamo in cose terrene e non in cose eterne. Dio non ci benedice perché vuole farci doni più grandi, i doni spirituali.

Dobbiamo cambiare direzione e non vedere i comandamenti come gravosi, ma confessare il nostro peccato. Non dobbiamo fare calcoli nostri ma mettere Dio al centro dei nostri calcoli.

Chi spera in Dio non sarà deluso.